Sono quasi un centinaio, in giro per tutto il mondo, le repliche dell’idea geniale del poeta-sindaco di Venezia, Riccardo Selvatico, che nel 1895 immaginò un evento in grado di rilanciare l’immagine e l’economia in profonda crisi della città anfibia. Idea che si rivelò vincente e, come tutte le idee vincenti, destinata ad essere copiata.
Ma Venezia è Venezia, ed è Venezia a imprimerne il segno inconfondibile.
Tra i tanti che hanno realizzato una loro “Biennale”, o che intendono realizzarne una, c’è anche la Cina. La città di ChengDu, infatti, ha proposto una liaison proprio con Venezia, non nella logica della competizione, ma dello scambio.
Dall’amministrazione di quella città, capoluogo del Sichuan, è arrivata in laguna, grazie all’intermediazione del critico Paolo De Grandis, presidente di Arte Communications, una richiesta di incontro per discutere di un progetto culturale, sull’esempio dell’esperienza veneziana, da applicare in Cina.
La prima Biennale di ChengDu è titolata: Pure views; simboliche visioni proiettate dalle acque e dalle montagne, che legano le immagini fiabesche del paesaggio cinese, al mondo delle idee nelle opere degli artisti contemporanei.
Tra gli artisti è presente anche Zhang Xiaogang che ha già esposto anche alla Biennale di Venezia.
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